Situata sul Monte Asprano, Castrocielo venne fondata dagli abitanti di Aquino in fuga dai longobardi. Gli acquinati decisero di costruire su queste alture un castello difensivo, il "
Castrum Coelum" appunto. La vita degli esuli non fu tuttavia facile, data la mancanza di fonti acquifere e il clima rigido che costrinsero gli abitanti a tornare a popolare le valli circostanti. Furono i Gastaldi d'Aquino a convincere gli abitanti a tornare a Castrocielo offrendo in cambio ai cittadini terreni e appezzamenti coltivabili. Ancora una volta però le difficoltà legate alla mancanza d'acqua e al clima spinsero la popolazione a insediarsi a valle in una località denominata Palazzolo (per la presenza di un piccolo palazzo all'interno della villa romana Euchelia). Il territorio fu teatro di scorrerie e devastazioni nelle lotte fra Svevi e Papato e divenendo infine possedimento dell'
Abbazia di Montecassino.
Durante la guerra:
"Siccome qua si moriva la gente scappava e se ne andava in montagna, in queste grotte naturali e si andava a vivere là dentro in una grande comunità e là non c'era più pudore, niente, c'era la paura e basta (…) Noi stavamo rifugiati in campagna dentro una grotta. Allora sembrava una grotta grandissima e infatti lì eravamo trenta persone…non posso dire il numero preciso ma eravamo tante persone e invece era un buco ed io non so come facevamo a stare tutti là dentro ammassati"
[Racconto di un insegnante, tratto da T. Baris,
Tra due Fuochi]
Gli sfollamenti, l'abbandono delle città, il rifugio sui monti, l'azzeramento delle realtà produttive costrinsero ad una
esperienza durisssima gli abitanti. Il non avere nulla, il trovarsi fuori dai rapporti sociali consueti,
l'assenza di oggetti simbolici, il vivere nelle grotte, segnarono il ritorno ad una fase primitiva dell'esistenza umana,
cui si fece fronte solamente con un grandissimo spirito di solidarietà e di aiuto reciproco.
Si verificarono anche episodi di repressione molto dura e un grave episodio di
punizione esemplare.
Oggi:
Del
Castello di Castrocielo in Asprano sono oggi visibili alcune mura perimetrali e i resti di qualche bastione. Tra i patrimoni architettonici del paese è possibile ammirare: la
Chiesa parrocchiale di Santa Lucia restaurata dopo il terrimoto del 1915; il
Santuario di S. Maria Assunta in stile romanico; la
Chiesa di Capodacqua e il suo splendido affresco trecentesco della Crocifissione; la
villa romana Euchelia; la
Chiesa e il Monacato di Palazzolo recentemente ristrutturati e teatro di manifestazioni culturali locali; la
Chiesa della Madonna di Loreto, bombardata durante la Seconda guerra mondiale e ristrutturata negli anni '80.
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