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Cervaro, nel 1944, non rimase pietra su pietra. La distruzione del cuore
dell'antica città non risparmiò nemmeno il patrimonio artistico.
Il castrum medioevale, perfettamente conservato fino agli ultimi eventi bellici, fu
completamente annientato e ridotto a un cumulo di rovine.
La memoria collettiva mantiene però le tracce
di quella violenza inaudita e del sacrificio di quanti tentarono di affermare valori civili e solidali durante la guerra.
Fra tutti Vittorio Marandola, Medaglia d'Oro al Valor Militare, che
il 12 agosto 1944,
a Fiesole sacrificò
la sua giovane vita, in cambio della liberazione di dieci ostaggi accusati di insurrezione armata. E come non ricordare,
tra i nomi delle 14 persone "trucidate dai nazisti nella loro terra", menzionate nella targa-ricordo affissa sul palazzo
comunale, Pasquale De Lucia. L'uomo, 46 anni, il 10 gennaio del 1944 con un vecchio fucile da caccia tentò disperatamente
di proteggere la sua contrada Fietole dai soldati tedeschi e suo figlio Stefano, di appena 16 anni, che affrontò a sassate
i carnefici del padre, rimanendone ucciso. Ma furono tanti gli episodi di virile coraggio di cui furono
protagonisti questi cittadini che, in massa, tentarono di sottrarsi con la fuga al
lavoro obbligatorio di fortificazione
della collina di Montecassino, pagandone un prezzo altissimo in termini di caduti e di deportati.
FONTE: Amministrazione Comunale di Cervaro, L'Aquilone. Vita e storia di Cervaro e dei cervaresi, Ed. Servitia, Luglio 2003