I lavori di fortificazione del "Sacro Monte", erano seguiti dal Maresciallo Kesserling, che aveva posto
il proprio Comando alle pendici del Monte Aquilone. La posizione del Comando provocò ripetuti bombardamenti della zona
da parte degli Alleati, facendo fuggire dai loro precari rifugi le popolazioni. Molti abitanti di
A
Cervaro, catturati, furono riconosciuti e dichiarati colpevoli di atti
ostili al Terzo Reich immediatamente fucilati oppure deportati in campi di concentramento.
Durante i lavori di fortificazione si affermò uno scenario di resistenza "attiva", che offre
una testimonianza importante della ferma volontà di non piegarsi all'oppressione nazista. Tra
gli atti eroici
di questa resistenza, può bastare il ricordo di Antonio Natale Palella, che riuscì ad interrompere
le comunicazioni tra i comandi tedeschi
dislocati sul territorio tranciandone le linee telefoniche. Per "l'indomito coraggio e dignitosa fierezza con cui
sopportava la rappresaglia e la violenza nazista e dava testimonianza di numerosi episodi di solidarietà e di
eroica resistenza all'oppressore"oggi, Cervaro, si fregia della medaglia d'argento al "Merito Civile".