Il "Corps expeditionnaire Francaise” comandato dal generale Alphonse Juin aveva l'obiettivo di prendere alle spalle le difese tedesche, espugnando il blocco degli Aurunci e passando per il controllo dei Monti Ausoni, costringendo i nemici ad organizzare una precipitosa ritirata. Si trattava di un corpo composto da circa centomila uomini, principalmente marocchini ed algerini, con un piccolo rinforzo di Senegalesi. I marocchini erano uomini duri, addestrati a muoversi in silenzio e con agilità tra le montagne, e venivano chiamati
Goumiers perchè non erano organizzati in divisioni regolari ma in
goums, gruppetti di poche decine di uomini, spesso uniti da vincoli di parentela e regolati da vincoli tribali. Furono utilizzati dalla 5a Armata come truppe di assalto.
Juin chiede ed ottiene dagli alti comandi una deroga alla disciplina, per le sue truppe, che si macchiano
di ogni tipo di violenza e di crimine sulla popolazione. "Pe tutta la muntagna se sendevano strilli e lamienti..", racconta una contadina a
Tommaso Baris. Lo
stesso storico, annota:
"L'impatto per la popolazione civile fu quindi traumatico. L'ondata di violenza generalizzata e sottratta ad ogni controllo dei tanto attesi 'liberatori' gettò gli abitanti in uno stato di frustrazione profonda, accentuando il senso di sfiducia verso ogni realtà esterna. La liberazione tanto agognata si trasformò in un incubo di violenza sfrenata e incontrollata. (
Baris, 95)"