L'eccidio di Collelungo
   
 
Il 28 dicembre 1943, il fatale giorno dei Santi Innocenti Martiri, sul greto del rio Chiaro a Collelungo (nel territorio di Vallerotonda) alcuni soldati nazisti fucilarono 42 civili, per la maggior parte donne e bambini. E' una tra le pagine più tragiche della Seconda Guerra Mondiale.
Le Unità Tedesche che difendevano la linea Gustav erano di origine molto diversa tra di loro ma le tecniche di combattimento in montagna erano sostanzialmente simili. Le loro posizioni erano sempre eccellenti, sia nella scelta del sito che nella disposizione delle difese e proprio per questa ragione la conquista delle Mainarde, da parte delle truppe marocchine, non fu un successo ottenuto facilmente e con poche vittime.
La popolazione locale era stata allontanata con il progredire del fronte e, per una maggiore sicurezza e protezione, si era stabilita presso una piccola radura vicino al torrente Rio Chiaro, in località Collelungo, in attesa della conclusione dei combattimenti. Fu, probabilmente, la notizia dell'assistenza prestata ad un Ufficiale inglese, evaso da un campo di prigionia del nord, in possesso di importanti documenti militari, a spingere i tedeschi ad operare una crudele rappresaglia nei confronti di queste persone. La mattina del 28 dicembre 1943, con le truppe francesi attestate sulla cresta della Catenella delle Mainarde appena conquistata, una pattuglia tedesca, risalendo il Rio Chiaro, si portò nei pressi della radura.
Qualcuno riconobbe l'edelweiss, la stella alpina, sui berretti in panno dei soldati e ciò non li preoccupò considerando che, la sera precedente, una pattuglia tedesca aveva cenato con loro. Ma questa volta l'espressione ed i gesti dei militari erano molto diversi. I soldati sistemarono una mitragliatrice con la bocca puntata verso gli sfollati raccolti su un lato della radura e neanche la disperata richiesta di pietà di una giovane madre che si gettò ai piedi del sergente tedesco al comando della pattuglia riuscì a fermare la strage. 38 di loro furono trucidati insieme a 4 soldati italiani e i loro corpi, coperti sommariamente, rimasero insepolti fino al giugno 1945 al ritorno dei pochi superstiti.
A più di 60 anni di distanza il perché di quell' inumano gesto non ha ancora ricevuto una risposta definitiva e il tentativo di ricercare la verità di quanto accaduto, lascia, a volt, trapelare ulteriori particolari che sembrano avvicinarsi ad essa ma implicano coinvolgimenti e motivazioni sulle quali difficilmente si può pensare di fare affidamento per la ricerca delle "responsabilità" che determinarono la crudele decisione di quella rappresaglia.
[Associazione Historia, Vallerotonda 1943-1993. La battaglia delle Mainarde, Ed. ITER, Roma, 1993]
Letture:
  • C, Jadecola, L'eccidio di Collelungo
  • La roadmap dell'escursione organizzata dalla Proloco di Vallerotonda per visitare i luoghi dell'eccidio e il Sacrario Militare
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