Uno dei luoghi che i tedeschi preparano minuziosamente è il monte Cifalco. Alto 947 metri, è posizionato una decina di
chilometri a nord di Cassino dove inizia la valle del Rapido, esso domina il valico tra due valli che puntano a nord:
quella del Rapido e la valle d’Atina. Di fronte al Cifalco vi sono le alture del Belvedere e del Colle Abate che si
protendono verso il massiccio di monte Cairo. Le falde verso Cassino sono a picco per circa un 200 metri, per superarle
bisogna essere dei rocciatori esperti. Il retro del Cifalco è caratterizzato da una serie di pianori e vallette che
rendono la vita dei suoi occupanti sicura e relativamente confortevole.
Dalle sue cime si gode di una vista che spazia per tutta la valle sottostante, solo salendo su di esse ci
si rende conto del perché i tedeschi abbiano scelto tale posizione. Qualunque cosa si muove dai paesi di S. Elia,
Cervaro, Cassino, S. Angelo fino su per la Cavendish Road, la strada che porta dietro l’Abbazia, è in piena vista
dal Cifalco. Non di meno la posizione è a guardia dell’imbocco per la valle d'Atina, ciò rende il Cifalco il
cardine per un'eventuale sfondamento in tale direzione.
Sul Cifalco non vi sono solo posti d'osservazione. Protetti dalla sua alta cresta, nidi di mitragliatrice,
batterie di mortai, cannoni campali e quant’altro i tedeschi sono riusciti a portare fino la su, sono pronti ed intervenire.
Chi ne farà una spiacevole conoscenza sono le truppe francesi del CEF comandate dal generale Juin.
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Ritorno sul monte Cifalco]
Un'altra meta molto interessante per chi vuole ripercorrere i sentieri della guerra, il Monte Cifalco era
uno dei cardini della Linea Gustav. Oggi conserva ancora dei fortini e delle posizioni difensive tedesche, scavate
con le mine nella roccia. Molto interessante è la postazione di osservazione (oggi grande punto panoramico) che veniva
utilizzata per fornire le coordinate di tiro a tutti i reparti di artiglieria
della zona. Più a valle ci sono le grotte adibite a magazzini per i viveri e ad ospedale da campo subito dietro
la linea difensive.
La sequenza di postazioni e camminamenti, razionale e accuratamente pianificata, può essere considerata un grande esempio della logica di lavoro dell'
Organizazzione Todt.
Come racconta Stefano di Cicco (
Memorie storiche di Valleluce, Ponone 2002), i fortini, scavati sotto metri di roccia, con ambienti sotterranei per il riparo delle truppe o per l’immagazzinamento delle munizioni, erano fornito di due uscite, a nord e a sud, e risultavano praticamente imprendibili dati i pendii scoscesi di Cifalco e la posizione di assoluto dominio visivo che la montagna fornisce. Una razionale rete di collegamenti, di posti di osservazione e di trincee si snodava ai lati di ogni fortino, rendendolo estremamente versatile sia da un punto di vista offensivo che difensivo.
Si può arrivare facilmente al Monte Cifalco da
S. Elia Fiume Rapido, ma per l'escursione è in genere consigliato farsi accompgnare
da una guida locale..
Letture:
M. Lottici, Ritorno sul Monte Cifalco
Quattro passi sulla Gustav
L'escursione organizzata dal MTBK Cassino
A. Belleli, L'Organizzazione Todt