Silva quae dicitur Tirella, così gli antichi testi definivano il bosco che nel medio evo coprivano i fianchi
del Monte Cairo. Ancora oggi Terelle è nota per il suo favoloso
castagneto
monumentale.
Arrivando nel borgo, merita una visita il
Mausoleo
napoleonico e vale la pena avviarsi per un'escursione sul
Monte Cairo, per lo splendido
paesaggio naturalistico oltre che per interesse storico.
Durante la Guerra:
A Terelle, racconta il vice sindaco Pietro Grossi, «un
contadino che calzava le ciocie e sedeva di fronte alla sua casa che era stata
requisita dai tedeschi, fece a tempo a emettere un lamento “mamma mia” e si
accasciò colpito dai soldati tedeschi che dalla sua casa, dopo aver bevuto il
suo vino, gli avevano sparato come in un tiro a segno». Negli sfollamenti,
quelli che rischiavano di più erano i vecchi e gli ammalati che non potevano
muoversi. Sempre a Terelle, nella casa del filosofo Antonio Tari vennero
uccisi l’avvocato Grosso, la madre novantenne immobilizzata e l’avvocato
Spirito che si erano opposti all’ordine di evacuazione. I loro corpi vennero
ritrovati sotto le macerie a distanza di 10 mesi. Non era più possibile
svolgere neanche il rito della sepoltura. Quando non si potevano portare al
cimitero vicino in una bara di fortuna, «i morti venivano sotterrati con una
bottiglia accanto per indicarne il nome».
[D. Frezza,
Cassino 1943-44. La memoria]
Durante l'avanzata alleata, dopo una forte pressione, le forze tunisine arrivaronoa a Terelle, ma si trovarono
sotto il fuoco dell'artiglieria tedesca prima e sottopsoti ad un violento contrattacco subito dopo. Ai tunisini
venen a dar man forte il 7° Reggimento fucilieri algerini. Dopo giorni di battaglia (ricordata nella zona come
la "battaglia di Terelle"), il paese fu finalmente liberato.
Letture:
V. Rossetti, Il disastro del Rapido
Oggi:
Terelle, un
pittoresco paese, oggi vive soprattutto di agricoltura e pastorizia.
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